Ricordi di un’estate

Luglio 85 - Giancarlo Tonti

Luglio 1985.

Sono stato giovane, lo ricordo bene. E fortunato, perché anche se il ministro della difesa Spadolini stava rubando la mia vita, lasciandomi 17 mesi in attesa di destinazione per andare a fare il Servizio Civile (altri 20 mesi, per un bel 37!),  ho potuto collaborare con una famiglia di grandi fotografi, i fratelli Casalboni di Riccione.

Vasco mi ha dato dritte (anche sul campo) che non scorderò mai, Tino mi ha fatto capire tutti i dettagli del bianconero e dello sviluppo. E Daniele, il cucciolo della famiglia, poco più giovane di me, è letteralmente un genio. Era ed è a suo agio con qualsiasi nuova tecnologia ed è stato un faro illuminante.

In quel periodo cercavo qualcosa di diverso. E inaspettato.
Così ho cercato qualche rullino di pellicola rigorosamente scaduto, e provato a vedere cosa sarebbe venuto fuori, anche con uno scatto banale.

Questa foto, stereotipo assoluto, ha questi colori strambi e dominanti blu non perché passata in un software di fotoritocco, ma perché essendo pellicola “scaduta” non si poteva immaginare a priori cosa ne sarebbe venuto fuori.

Chiunque potrebbe fare di meglio usando Photoshop, con un bel tutorial online senza capire un granché ma vantandosi del risultato…
Certo, puoi vantarti di essere “sborone” perché hai installato un Photoshop craccato, certo.
Io uso quel programma ufficiale e licenziato dalla versione 2.5. Oggi, 6 agosto 2020, siamo alla versione 21.2.1… non so se rendo l’idea.

Andiamo avanti, si vedrà.

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