Dove attacco il mio cappello…

Il cappello - Giancarlo Tonti

Dove attacco il mio cappello, lì è casa.

Lo cantava Marvin Gaye, e non faceva distinzioni sul cappello.

La forma, il colore, se era bello, se era vissuto. Il cappello era il cappello.
Il posto in cui attaccarlo, sicuramente il migliore, il mondo.

Perché non hanno senso altre classificazioni. Non ha senso stabilire se il cappello è da pescatore, è una bombetta oppure un cappello da cowboy. Non ha senso il colore. Non ha senso il materiale.

Ha senso solo potere attaccare il proprio cappello, là dove è casa.
Ovunque.

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